I Petruzi
Durante la fase di espansione verso la costa adriatica, i Piceni ebbero un lungo contrasto con un piccolo gruppo etnico anch’esso di origine sabina e quindi altrettanto bellicoso: i Petruzi. Questi, discesi lungo la valle del Vomano, avevano occupato la zona compresa trala catena del Gran Sasso d’Italia, il fiume Pescara e il Salinello. I Petruzi, nel tentativo di arginare l’avanzata dei Piceni, si erano alleati con i forti e rudi Sanniti, che in quel periodo stavano cercando di formare una potente coalizione di popoli italici da opporre all’espansionismo di Roma. Come sempre avviene in queste circostanze, i Piceni risposero a questa minaccia, alleandosi a loro volta con i nemici dei Sanniti, i Romani. La battaglia che ne segui a Sentino (nei pressi di Camerino) nel 290 a.C., chiamata la battaglia delle nazioni, diede la vittoria a Roma che, pertanto potè portare avanti quell’unità dei popoli italici che avrebbe costituito un’unica nazione e un unico stato. La sconfitta dei Sanniti trascinò con sé anche i Petruzi, che pertanto dovettero subire il predominio dei Piceni, i quali ebbero cosi modo di allargare il territorio sottoposto alla loro influenza fino all’interno dell’attuale regione abruzzese. In questa contesa i Truentini si mantennero fedeli ai Piceni, con i quali si erano da tempo amalgamati, senza rinnegare però la loro identità etnica, tanto che Plinio il Vecchio, nel descrivere nelle sue Storie Naturali le varie province italiche, potrà definire, nel I secolo d.C., Truentum unico luogo dei Liburni rimasto in Italia. (Truentum cum amne, quod solum liburnorum in Italia reliquum est).



